La costiera amalfitana rappresenta un mirabile esempio di come il paesaggio agricolo possa caratterizzare un'area geografica. Le splendide terrazze di limoni protese sul mare hanno modificato il profilo della costa creando dei giardini di incomparabile bellezza associati, nell'immaginario collettivo, ai giardini della mitologia greca dove le Esperidi, le tre ninfe figlie della notte, custodiscono il prezioso albero dai frutti d'oro quale regalo offerto da Gea per le nozze di Era e Zeus. La presenza del limone in Costa d'Amalfi, in particolare nelle località di Maiori e Minori, risale all'epoca dei romani, come attestano alcuni affreschi rinvenuti a Pompei in cui esperti hanno riconosciuto il tipico "sfusato" amalfitano, così definito per la sua forma affusolata ed insignito del marchio di qualità IGP. Il limone è stato apprezzato fin dall'antichità come pianta ornamentale, ma anche per i suoi usi alimentari e per le innumerevoli proprietà terapeutiche. Sebbene il clima in costiera amalfitana sia quasi sempre mite, i limoneti devono essere protetti dalle avversità atmosferiche. Per tale motivo sui tipici pergolati realizzati in legno di castagno venivano posizionate frasche di elce sostituite oggi da reti antigrandine.
Il dolce degradare delle terrazze fiorite, il suggestivo contrasto di colori tra il verde delle foglie degli agrumeti e l'azzurro del mare, il profumo penetrante delle zagare, fanno della costiera amalfitana un paesaggio unico nel suo genere che ha da sempre ispirato, pittori, musicisti, viaggiatori e poeti.
Così scriveva Eugenio Montale riferendosi a questo frutto straordinario:
"...Qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l'odore dei limoni..."










